giovedì 7 maggio 2015

Qualche precisazione su "L'inchiesta"

Mi sono sempre occupato di narrativa, sondando i territori più disparati. Il mio primissimo racconto (mai pubblicato, per mia e vostra fortuna) narrava le avventure di un ragazzino imbarcatosi clandestinamente sul Titanic. L'ho scritto all'età di undici anni con una macchina per scrivere acquistata in un mercatino dell'usato.
E' solo dal 2009, tuttavia, che ho cominciato a "toccare con mano" il mondo editoriale. La mia primissima pubblicazione, un breve romanzo di cento pagine che strizza l'occhio a Tolkien, uscì sei anni fa per una piccola casa editrice. Da allora, mi sono dedicato ai più diversi generi letterari alla ricerca della mia dimensione ideale.
Ho scritto due fantasy, un romanzo breve per ragazzi, un horror e, finalmente, dal 2011 la mia produzione si è interamente incentrata sul genere thriller.
Complice la promozione effettuata dalle case editrici con cui ho avuto l'opportunità di rendere noti al pubblico i miei romanzi, i miei ultimi lavori hanno avuto una discreta visibilità.
Perché, quindi, abbandonare il campo della narrativa e dedicarmi alla saggistica?

Anzitutto, mi preme precisare una cosa: L'inchiesta non segnerà un mio definitivo cambio di rotta. Continuerò a scrivere opere di narrativa (probabilmente thriller), perché è nella narrativa che trovo maggiore appagamento.
D'altra parte, il progetto di scrivere un libro come L'inchiesta era in cantiere da un bel po' di tempo. L'inchiesta, in effetti, nasce da due cose: la stanchezza e la curiosità.
Magari vi starete chiedendo per quale ragione dovrei essere stanco o se, addirittura, L'inchiesta sia il frutto di pomeriggi noiosi trascorsi a scrivere in mancanza di attività più interessanti da svolgere.
Per fortuna, la stanchezza di cui parlo non ha niente a che vedere con tutto questo.
Non credo di essere un grande scrittore (sono giovane e la strada da percorrere non è breve), ma di certo mi reputo un buon lettore. Prima ancora che scrivere, credo sia necessario leggere. E leggendo saltano fuori numerose domande, prima fra tutte: perché ci vengono dette cose che non ritrovano effettivo riscontro nei testi sacri?
Sia ben chiaro, io non sono un detentore della verità (altri pretendono di esserlo, e lascio a loro tutta la gloria) e L'inchiesta non è un libro che dà risposte. L'inchiesta è fatto di domande. Tante domande, quelle che chiunque potrebbe (e dovrebbe) porsi dopo aver approfondito la storia delle religioni che si basano sulla Bibbia.
La stanchezza nata dall'accettare passivamente ciò che ci viene inculcato, senza operare alcun controllo, ha dato origine a questo libro.
Insieme alla stanchezza hanno giocato un ruolo determinante i miei studi (sono laureato in Lettere e attualmente mi sto specializzando in Filologia Moderna) e una buona dose di curiosità. In fin dei conti, è la curiosità che porta avanti il mondo, permettendoci di indagare, di scoprire!
E se state leggendo questo post, probabilmente la curiosità ha fatto leva anche su di voi.

Vi segnalo un'iniziativa cominciata oggi sulla mia Fanpage Facebook, che si protrarrà di settimana in settimana fino alla pubblicazione del libro (in uscita per 0111 edizioni).
Ogni sette giorni l'immagine di copertina sarà aggiornata con un banner pubblicitario avente l'intento di lanciare degli "spunti di riflessione", nonché di anticipare alcuni degli argomenti che saranno trattati nel libro.
Invito tutti i curiosi a seguire i vari aggiornamenti, o a contattarmi in caso di specifico interesse. Nel frattempo, vi segnalo il primo dei banner che troverete pubblicati settimanalmente.

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