mercoledì 1 luglio 2015

Qual era l'aspetto fisico di Gesù?

Potrebbe sembrare una domanda sciocca, dal momento che tutti hanno visto almeno una volta un dipinto raffigurante il figlio di Dio (alcuni di voi, magari, ne avranno perfino uno in casa).
L'idea che abbiamo di lui è quella di un bell'uomo, magro, dai capelli lunghi, con la carnagione bianca e un accenno di barba.
Quanti di voi faticherebbero a riconoscere Gesù in questo dipinto?


Eppure è necessario sottolineare una constatazione abbastanza ovvia: nel I secolo non esistevano le macchine fotografiche, né ci è pervenuto alcun ritratto eseguito ex-visu di Gesù Cristo (e i Vangeli non ce lo descrivono fisicamente).
Ma allora come facciamo a conoscere il suo aspetto?

C'è chi cita l'epistula lentuli, un testo apocrifo del Nuovo Testamento. Si tratta di una lettera scritta per l’imperatore Tiberio e attribuita a Publio Lentulo, governatore della Giudea prima di Ponzio Pilato. Vi si legge che Gesù

ha nel mezzo della fronte in testa, il crine spartito a usanza dei Nazareni. […] La faccia senza ruga, o macchia, accompagnato da un colore modesto […] La barba è spessa e a somiglianza dei capelli, non molto lunga, ma spartita nel mezzo.

Una descrizione sommaria, ma sufficiente per tracciarne un ritratto fedele. Tuttavia, gli storici e i filologi sono tutti d'accordo nel ritenere la lettera un falso redatto in epoca medievale, quando cioè l'iconografia di Gesù era già stata fissata. Già Lorenzo Valla, nel '400, ne denunciava il carattere apocrifo.

Ma allora com'era fatto davvero Gesù?
Secondo San Giustino, Clemente d'Alessandria e Tertulliano, Gesù doveva essere brutto, in quanto portatore del dolore e della sofferenza nel mondo, così come indicato in Isaia 53:2-3

È cresciuto come un virgulto davanti a lui e come una radice in terra arida. Non ha apparenza né bellezza per attirare i nostri sguardi, non splendore per provare in lui diletto. Disprezzato e reietto dagli uomini, uomo dei dolori che ben conosce il patire, come uno davanti al quale ci si copre la faccia, era disprezzato e non ne avevamo alcuna stima.

In questi versetti di Isaia si parla infatti del "servo sofferente", che i Cristiani identificano in Gesù.
Non sarebbero dello stesso parere gli Ebrei, secondo i quali il "servo sofferente" è il popolo d'Israele.
E qui dobbiamo necessariamente fermarci a riflettere: chi dei due ha ragione?

Le primissime raffigurazioni di Gesù sono allegoriche: il buon pastore, un vecchio con la barba in un paesaggio agreste.


Si passò poi al Gesù imberbe, raffigurazione che incontrò un'ampia diffusione fino al VI secolo.
Perché Gesù era raffigurato come un giovane imberbe e di bell'aspetto, con tratti somatici tipici degli occidentali?
Per rispondere dobbiamo indagare sul periodo storico di riferimento. Come è noto, il Cristianesimo ha assorbito numerosi culti pagani (unico modo, tra l'altro, per potersi affermare su una religione molto più antica e radicata nello Stato Romano). Il Natale, ad esempio, era in origine una festività pagana, il Dies Natalis Solis Invicti, nella quale si festeggiava il Sole Invitto (cioè non vinto), la metaforica rinascita del mondo. Il culto del Sol Invictus era associato anche a Mitra, nota divinità solare.
L'iconografia di Gesù prende dunque le mosse proprio dalle rappresentazioni delle divinità solari. E chi era il dio del Sole nella religione greco-romana (poi divenuto addirittura alter-ego del Sol Invictus)? Esatto, Apollo.
Notate qualche somiglianza tra l'iconografia di Apollo e quella del Gesù imberbe (abiti a parte)?


In seguito alla disputa sull'iconoclastia, in età bizantina si decise di fissare una volta per tutte l'iconografia di Gesù.
Cristo viene quindi raffigurato alla maniera degli imperatori d'Oriente, assiso in trono e in abiti regali. Somiglia a un'altra divinità solare (derivante direttamente dal dio egizio Ra), al "padre di tutti gli dei": Giove.


Tale iconografia, la più rigidamente fissata, è quella che ha avuto più fortuna nel medioevo ed è giunta fino a noi.
Le nuove tecnologie l'hanno riproposta perfino in celebri opere teatrali e cinematografiche.

In anni più recenti, la BBC ha provato ad elaborare al computer il teschio di un ebreo vissuto nel I secolo dopo Cristo; sono state considerate le condizioni climatiche del posto al fine di stabilire la colorazione della pelle; usi e costumi di quelle popolazioni hanno aiutato a pensare ad un'acconciatura di capelli credibile.
Il risultato è questo:



Era questo il vero volto di Gesù? Sarebbe difficile stabilirlo, ma non è da escludere.
A questo punto una domanda è d'obbligo: i veggenti che sostengono di aver incontrato Gesù Cristo e di avergli addirittura parlato, quale Gesù hanno effettivamente incontrato? Il buon pastore, il Cristo imberbe, il Cristo dell'iconografia bizantina o quello il cui volto è stato ricostruito dalla BBC?
Oppure è necessario ammettere che tali sedicenti veggenti non hanno affatto incontrato un individuo in carne e ossa, ma... un quadro?

Ulteriori approfondimenti sulle modalità in cui è stata fissata l'iconografia cristiana potrete trovarli nel mio libro L'inchiesta (0111 edizioni) al capitolo intitolato Gesù rappresentato.

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